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Storia

Il territorio è ricco di testimonianze che attestano una preesistenza umana già all’epoca del Neolitico. I siti più significativi della preistoria giuggianellese sono: Monte San Giovanni, Quattromacine e i Massi della Vecchia. Si possono ammirare nel territorio i menhir Polisano e Crocecaduta e il dolmen Stabile o Quattromacine.  Quest’ultimo fu individuato nel 1893, conserva la lastra di copertura che poggia su due ortostati ed una serie di blocchi. Questa tecnica mista dei sostegni è caratteristica anche dei dolmen maltesi. L’attribuzione temporale attualmente proponibile per questo dolmen, come del resto per tutti i dolmen della Puglia, rientra nell’età del bronzo, nella prima metà del II millennio a.C.

Furticiddhu te la Vecchia

Il Comune di Giuggianello ha una popolazione di 1300 abitanti circa ed è il più piccolo comune della provincia di Lecce. Ha una superficie di 1006 ettari. Il suo territorio è vario avendo come alture le cosiddette Serre. Confina a nord con il Comune di Palmariggi, ad ovest con i comuni di Muro Leccese e Sanarica, a sud con il comune di Poggiardo e Sanarica, ad est con i comune di Giurdignano e Minervino di Lecce.

Dal punto di vista storico-medioevale, il territorio era diviso in tre parti:

  • Quattromacine
  • Plisano
  • Giuggianello

QUATTROMACINE
Quattromacine è un casale medioevale tra Bisanzio e l’Occidente. E’ posto sulla cima della Serra di Giuggianello ad una quota di 104 - 6 m. sul livello del mare. Le tracce archeologiche in superficie si estendono per un’area di quasi due ettari. La ceramica databile raccolta in superficie dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi diLecce va dal XI al XIV secolo, il che sembra confermare la prima attestazione documentaria dell’abitato; infatti il primo documento in cui è menzionato, tra gli altri, il casale di Quattor Macinarum, è un diploma emesso sotto Federico II di Svevia nel 1219 che conferma la sua dipendenza dall’arcivescovo di Otranto.
Gli scavi hanno invece restituito evidenza che suggerisce la presenza di attività nel luogo molto tempo prima. In alcuni punti è stata raccolta della ceramica databile al V-VI secolo, mentre nell’area del casale vero e proprio, gli scavi hanno messo in luce ceramica che sembra datarsi al VII-VIII secolo.
Verso il X-XI secolo, quasi certamente prima della presa normanna di Otranto nel 1068, viene edificata una piccola chiesa a navata unica di probabile committenza privata, decorata con affreschi bizantini. Nel XII secolo, viene costruita una seconda chiesa, ben più ampia della prima, con un’architettura profondamente diversa, L’edificio è due navate coronate da due absidi. Tre arcate, rette da colonne sormontate da capitelli a foglia liscia, dividono le due navate.
Attraverso lo studio del Catasto Onciario del Comune di Giuggiaello (del 1752) possiamo affermare che ancora nel XVIII secolo il feudo era sotto la dipendenza della Curia arcivescovile di Otranto la quale è stata mantenuta sino all’eversione della feudalità. In questo periodo i grandi proprietari terrieri del feudo erano i LEONDARI di Otranto e il Barone di Cannole, DonGiovanni GRANEFEI. Nel XIX secolo troviamo proprietario della masseria il Barone Basalù di Specchia Gallone.

Per maggiori informazioni visita www.ccsr.it

POLISANO
La quota parte di Polisano abbracciava anticamente il territorio del casale omonimo posto a nord ovest dell’attuale centro abitato.
Il primo feudatario fu Guidone SAMBIASE e ha avuto regolare successione feudale sino a quando Alessandro Raho-Pedaci vende il feudo a Caterina STRAFELLA e questa, a sua volta, a GIO:BATTISTA LUBELLI che deteneva la quota di Giuggianello con il titolo di Barone del paese. Sotto il dominio del principe Gio.Battista Protonobilissimo con la nomina a governatore di Ignazio Giannotti, si cercò di riedificare il casale che figurava abbandonato per le tasse applicate e i suoi abitanti si erano trasferiti nei paesi limitrofi. Il principe desideroso a beneficiare i suoi vassalli, emanò un bando col quale invitava i coloni di Polisano a rientrare nei propri poderi e case non appena fossero recuperati e riadattate o ricostruite a sue spese promettendo speciali agevolazioni fiscali Tale iniziativa, però, svanì in seguito alla promulgazione della pragmatica del Viceré, Conte di Ognatte, del 1 maggio 1653 con la quale si proibiva ai baroni di riedificare casali anche luoghi antichi distrutti, sotto pena di perdere i casali ricostruiti e la restituzione dei pagamenti fiscali frodati.

GIUGGIANELLO
L’antica terza quota del territorio di Giuggianello si estendeva a sud est dei casali di Polisano e Quattromacine. Si ritiene che abbia preso il nome da una vasta tenuta di giuggioli (ziziphus jujuba) ch esisteva a valle. Gli abitanti inizialmente vivevano in     contrada “Muntemasciu“ (Monte Maggio) poi per la mancanza di acqua e per la presenza di una gran quantità di serpi discesero a valle dove per l’abbondanza di acqua, per il terreno pianeggiante e fertile, cominciarono a dedicarsi alla coltivazione delle terre rimaste in precedenza senza coltivo perché ritenute paludose e improduttive. Secondo altri storici Giuggianello avrebbe preso il nome dal Centurione o da altro comandante della stazione romana.
Si è convinti che presso ogni insediamento romano, nato in seguito all’estensione dei domini di Roma sulla città di Taranto e su tutta la Messapia fino al capo di Leuca, si recavano triunviri con l’incarico di dividere i terreni e assegnarli ai soldati. Ad ogni soldato si destinava una superficie di cinquanta Jugeri o moggi di terra, mentre al centurione cento e al cavaliere centocinquanta. Tutta l’intera superficie assegnata alla guarnigione formava la colonia romana. Nei campi loro assegnati i soldati e tutti gli altri costruivano case, ville per loro e per i coloni che tutti insieme costituirono il Casale o villaggio. Per quanto si pensa che Giuggianello abbia preso il nome dal centurione romano GIUGGIANUS.
Il piccolissimo casale di Juianellum (altro antico nome medioevale del paese) in seguito alla distruzione di Muro, avvenuta per mano dei Saraceni nel 924, ottiene un considerevole aumento di popolazione in quanto parte dei cittadini scampati dagli eccidi di questi mori, si stabilirono definitivamente fondendosi con le popolazioni preesistenti.
 casale di Juianellum

Questo incremento di popolazione diede vita ad un autonomo ordinamento civico ottenendo un insieme di privilegi e libertà, di consuetudini e usi civici costituenti l’UNIVERSITAS rappresentata dal suo “ Sindico “, regolarmente eletto (costitutus) dagli uomini del casale.
Con l’avvento dei Normanni, nel 1192, il casale passò al contado di Lecce governato da Tancredi d’Altavilla e successivamente al principato di Taranto. Sotto il governo di Giovannantonio Orsini del Balzo, principe di Taranto, nel 1434 si ebbe il privilegio che definiva i termini dei feudi di Muro, Sanarica, Giuggianello e Minervino che furono cagione di gravi disordini bagnati nel sangue degli abitanti. Questa controversia fu definita perché il feudatario di Sanarica pretendeva esercitare atti di dominio sul territorio di Puzzomauro, quello di Giuggianello sul feudo disabitato del casale di Polisano e l’altro di Minervino sul feudo di Acquarolo che reso a coltura in quel tempo si chiamò “Cutura“.
Il primo feudatario che troviamo è UGO DE BONAVILLA e nel 1341, per acquisto dalla Regia Corte, Guglielmo SANSEVERINO. Nel 1641 viene acquistato da GIO:BATTISTA LUBELLI il quale fu riconosciuto I° Barone di Giuggianello.
Nel 1749 la famiglia Lubelli, non avendo successori diretti, perde il feudo che ricade nel Regio Fisco. Fu venduto e acquistato dall’arcivescovo di Otranto riuscendo così ad unificare il territorio che lo tenne sino alla soppressione della feudalità col titolo di barone di Giuggianello.
Per una più dettagliata successione feudale, si rimanda nell’allegata scheda.

Comune di Giuggianello (LE)
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