Giuggianello – Fondo Torre (Madonna della Serra)

Progetto di ricerche archeologiche e valorizzazione dell’area della torre messapica

Il 20 dicembre 2016 è stato avviato un nuovo progetto di ricerche archeologiche nell’area del Fondo Torre. Le ricerche vengono svolte da un’équipe del Dipartimento di Beni Culturali (Università del Salento, direzione prof. G. Mastronuzzi) nell’ambito di una collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, la Provincia di Lecce ed il Comune di Giuggianello (finanziamento CUIS – Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino). Le indagini sono condotte anche grazie alla liberalità con cui i proprietari dei fondi, Livio Benegiamo ed Alberto Gigante e Marcella Perfetto, hanno accolto i ricercatori dell’Ateneo salentino.

Dopo le indagini condotte tra il 2005 ed il 2006, sotto la direzione del prof. Francesco D’Andria, gli scavi attuali hanno già consentito di riportare alla luce oltre il 50% del perimetro esterno di una grande struttura circolare a blocchi il cui diametro misura 24 m ca. Essa viene ormai comunemente interpretata come torre messapica. Il prosieguo degli scavi consentirà di definire la tecnica costruttiva dell’edificio e di riconoscere la possibile articolazione degli spazi interni. Altro obiettivo della ricerca è quello di definire ulteriormente la cronologia di occupazione dell’area: se infatti la torre sembra riferibile ad un periodo intorno al 300 a.C., nell’area è attestata anche la presenza di frammenti ceramici risalenti  all’età del Ferro (700 ca. a.C.).
In una fase successiva al completamento degli scavi archeologici il progetto prevede alcune forme di valorizzazione dell’area, attraverso la realizzazione di segnaletica stradale, di pannelli didascalico-illustrativi e di un prodotto editoriale.

Sotto il coordinamento della dott.ssa Valeria Melissano conducono lo scavo archeologico i dott. Renato Caldarola, Amedeo Galati, Andrea Sasso, Giacomo Vizzino con la partecipazione di allievi dei corsi di laurea e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “D. Adamesteanu”; rilievi e cartografia arch. Fabrizio Ghio.